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Isabella Buzzi

Isabella Buzzi

Pedagogista, Dottore di ricerca in Psicologia, Mediatrice Familiare, Mediatrice Civile e Commerciale, Formatrice, Supervisore professionale, Counselor

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Storie di mediazione. “La scoperta del tradimento” – Secondo appuntamento

L’appuntamento fissato durante il precedente incontro salta per impegni lavorativi di entrambi.

Il nuovo appuntamento viene fissato al telefono da Maria dopo essere stata lei stessa ad aver segnalato di voler interrompere le sedute, vista la sua reticenza nel firmare l’accordo. Antonio, del resto, non aveva insistito per la firma.

A differenza della precedente seduta di mediazione la coppia non arriva più insieme, la prima ad arrivare è Maria e dopo qualche istante arriva anche Antonio.

Nell’attesa dell’arrivo del marito Maria comunica al mediatore di avere notizie molto importanti sul marito e cerca in diversi modi di parlarne al mediatore.

Il mediatore le chiede di attendere l’arrivo di Antonio e la lascia in sala d’aspetto.

Arriva Antonio e la mediazione ha inizio.

Si intuisce immediatamente che Maria è davvero combattiva, a differenza del marito che non ha mutato atteggiamento.  È sempre molto taciturno, impermeabile a qualsiasi cosa detta dalla moglie.

La seduta inizia con la domanda di apertura del mediatore

Chiede se durante il mese di interruzione ci fossero stati cambiamenti o novità.

La prima e unica a rispondere è Maria:

“Non vedo novità, né per quanto riguarda l’accudimento dei figli, né per quanto riguarda la casa”.

Rimprovera al marito il fatto che, non avendo una casa propria e non tenendoli con sé la notte, è poco presente nella vita dei figli. Non sempre riesce a stare con loro come da accordi presi. Il sabato e la domenica pomeriggio, restando in casa coi ragazzi, poi non le permette di ritagliarsi degli spazi per sé stessa. Antonio conferma che si tratta di un problema logistico.

Maria ribadisce in continuazione al marito che nonostante la separazione, le aveva promesso che per i loro figli non sarebbe cambiato nulla. In realtà questo non si sta affatto verificando. Lui li chiama per telefono la sera ma poi tutto il “peso” della gestione di Silvio e Valentino spetta a lei. Le azioni quotidiane come: mangiare, portarli a giocare a calcio, metterli a letto, rispondere alle loro insistenti domande sulla mamma e il papà gravano tutte su di lei.

Per Maria, già in difficoltà a superare e rielaborare il lutto della fine del matrimonio, tutto ciò è molto difficile. Il mediatore le chiede se volesse suggerire ad Antonio di occuparsi di più di loro.

Antonio replica di non poter contribuire economicamente e smettere di lavorare nello stesso tempo.

Maria allora incalza:

 “Quando TU hai deciso di lasciarmi, quanto TU mi hai chiesto la separazione, TU, TU…”

Si evince come Maria abbia “deciso” che la responsabilità della separazione sia tutta di Antonio. I toni di Maria sono sempre più accesi, continua a guardare il marito puntandogli il dito contro.

Il mediatore intuisce che ciò che Maria voleva condividere all’inizio della seduta sta per emergere

Deve essere molto importante, perché Maria ha cambiato radicalmente il proprio atteggiamento.

Antonio continua a gestire la discussione con Maria come le sedute precedenti. Non la guarda mai in volto: il suo sguardo è fisso sul mediatore. Anche questo è motivo di rabbia per Maria, che vorrebbe essere al centro dell’attenzione ma con il proprio atteggiamento aggressivo lo sente “scivolare via”.

Il mediatore sposta l’attenzione sui figli e chiede alla coppia come i bambini si stiano adattando alla decisione dei genitori di separarsi.

Ancora una volta a rispondere è Maria:

“Male, si vergognano e non vogliono che nessuno sappia che i loro genitori si sono separati, ma non posso continuare a dire bugie, i vicini vedono che Antonio non è più a casa”.

Maria ribadisce che lei non vuole schierare i bambini contro il papà e per questo in diverse occasioni giustifica la sua assenza, ma Silvio e Antonio sono ancora piccoli, molto legati al padre e per questo motivo molto sofferenti. In cerca di continue risposte e tentativi per farlo riavvicinare:

“I bambini lo cercano, continuano a chiedere di lui, lo vogliono vedere, vogliono stare con lui e lui non c’è”.

È solo Maria a parlare per un lungo lasso di tempo, anche se il mediatore sollecita Antonio, ma quest’ultimo non replica. Maria sembra quasi volersi togliere un peso e in qualche modo smascherare il marito, senza però andare dritta al punto dice:

“Oggi sono proprio nera!!!”.

Il mediatore cerca di calmare e contenere la donna. La discussione e la rabbia di quest’ultima sono in continuo aumento.

Il mediatore sente che sta per emergere la notizia chiave, ma decide di interrompere la dinamica della coppia e prendersi uno spazio per sé

Riformula tutto ciò che è stato detto finora. Cerca di coinvolgere Antonio. Riformula a Maria di aver capito che per lei la situazione è complessa e che non vorrebbe questa separazione. Vivendo con i figli, è lei a essere in prima fila per accudirli, rispondere alle loro domande, e questo ultimo compito per Maria è motivo di ulteriore sofferenza.

Chiede a Maria se vuole che sia Antonio a rispondere alle domande che i figli pongono sul loro papà.

Maria è un fiume in piena, è molto preoccupata per i suoi figli principalmente per Valentino che si tiene tutto dentro. Per quanto riguarda Silvio, esprime al marito come il figlio sia arrabbiato con lui:

“Sei sempre stato un buon padre e ora non lo sei più! Non ti accorgi che i tuoi figli stanno male”.

A questo punto, Antonio che aveva lasciato cadere le continue e insistenti domande da parte della moglie e le precedenti insinuazioni, risponde che in questo momento fa quello che può, anche come padre, e che di più è impossibile per ora.

Anche Antonio comincia una sorta di attacco verbale nei confronti di Maria e con tono sarcastico la chiama “professoressa” per alcune volte, addirittura una volta si lascia scappare “amore”, rimproverandola di sapere solo lei quello che è giusto e sbagliato sempre in tutto.

È consapevole che questo modo fa infuriare Maria, la quale, infatti, con tono minaccioso sbotta:

“Smettila di chiamarmi così, lo sai che mi dà fastidio!”.

Dal momento che la coppia ha accennato alla necessita di rispondere ai figli a proposito dell’organizzazione delle vacanze estive e che l’accordo non specifica quali settimane avrebbero passato con il padre, il mediatore sceglie di scivolare insieme alla coppia nella realtà contingente e chiede ad Antonio come pensa di organizzarsi per le imminenti vacanze estive.

La cosa catalizza l’attenzione di entrambi

Emerge l’intenzione di Antonio di tenere i figli con sé, anziché le ultime due settimane di agosto, come aveva chiesto Maria, l’ultima di luglio e la terza di agosto senza prendere però in considerazione con chi rimarranno l’ultima settimana di agosto quando Maria tornerà al lavoro.

Antonio viene accusato subito da Maria di superficialità, quasi di disinteresse nei confronti di Silvio e Valentino. Come se desse per scontato la disponibilità di Maria nell’accudirli comunque e sempre.

Maria è decisa a non scendere a compromessi, è irremovibile sostenendo che deve rispettare i figli e il suo lavoro, come era negli accordi. Maria è in difficoltà:

“I figli vanno pianificati lo sai? Cosa credi?”

Cogliendo la disperazione e la rabbia di Maria e la difficoltà del momento, il mediatore rimanda ai coniugi che questo è il momento più brutto e difficile della separazione. È molto recente e si sta palesando solo ora come vera e propria “separazione”.

Maria ha bisogno di capire come organizzarsi e sta ancora elaborando il suo lutto, ha bisogno di tempo. Antonio sta cercando di gestire il proprio tempo tra il lavoro, gli impegni e i figli, ora che, non vivendo più a casa con loro, non ha occasione di vederli tutti i giorni.

La famiglia per entrambi ha cominciato a cambiare e i ruoli al suo interno ad essere messi in discussione

Il mediatore, ipotizzando che l’atteggiamento di Maria fosse legato a una informazione o ad una situazione in particolare, che Maria aveva accennato prima di cominciare la seduta, decide di procedere con i caucus.

Chiede alla coppia 5 minuti per parlare con ciascuno dei due individualmente.

I due acconsentono. Il mediatore accompagna Maria in sala d’aspetto, mettendole a disposizione un po’ d’acqua, come da sua richiesta.

Poi torna nella stanza dove chiede ad Antonio se, visto uno dei motivi dell’aspro conflitto con la moglie, ovvero l’impossibilità di tenere più tempo i figli con lui abitando con un amico in una piccola casa, possa portare Silvio e Valentino almeno una volta dove vive per far capire loro il motivo per cui non possono stare lì con lui.

Antonio appare scettico, dubbioso, ambiguo, rifiuta e incomincia a cercare motivazioni che hanno il sapore di scuse.

Il mediatore a questo punto, non esplicitamente, fa riferimento alla possibilità che Antonio abbia una “relazione” con un’altra donna e chiede se pensa che la moglie ne sia all’oscuro. La prima reazione di Antonio è quella di negare. Continua a ribadire in un primo momento che vive con un amico e non con una donna. Ma poi si lascia un po’ andare dimostrandosi preoccupato per la reazione che potrebbe avere Maria se lo sapesse.

Allora il mediatore con tono molto pacato, chiede ad Antonio se Maria sospetti qualcosa di lui e se possa essere stato questo sospetto a peggiorare ulteriormente la loro situazione.

Antonio dice che può essere che sia così. Ossia che Maria sia convinta che lui stia frequentando un’altra donna. Il mediatore riformula e chiede se il sospetto di Maria possa essersi trasformato in certezza. Antonio lo ignora e chiede al mediatore di non informare Maria della cosa.

Il mediatore ringrazia Antonio e gli chiede se voglia comunicare lui stesso a Maria di avere una relazione, Antonio dice di preferire di no

Esce Antonio insieme al mediatore e arriva Maria, accompagnata dal mediatore. Si accomodano.

La donna comunica immediatamente e senza alcuna domanda da parte del mediatore, che ha fatto seguire il marito da un investigatore privato e che ha le prove che lui non vive con questo suo amico dove le aveva detto, ma con una donna.

Questa donna, al dire di Maria, è la stessa con la quale lui l’ha tradita tempo prima e con la quale ha intrapreso una relazione extra coniugale. Questo lo può dire con certezza viste le prove che ha con sé. Sottolinea come questa donna abbia un’influenza negativa sul marito e che, di conseguenza, potrebbe averla sui bambini.

Il mediatore la invita a riflettere su come questa informazione abbia cambiato il suo atteggiamento nei confronti di Antonio.

Maria ammette di essere molto arrabbiata con lui, perché lo ritiene insincero. Vorrebbe che gliene avesse parlato direttamente lui. Il mediatore le chiede se questa informazione è stata importante nella comprensione dei motivi della separazione e Maria, dice che adesso tutto le è diventato più chiaro. Capisce che non è stato per colpa propria ma per colpa di “quella donna” che il suo matrimonio è andato in crisi.

Non ritiene responsabile Antonio, ma ha perso ogni fiducia in lui e aggiunge:

“Devo proteggere i miei figli da lui, perché ha perso la testa per quella là!”.

Il mediatore la ringrazia e le chiede se voglia comunicare apertamente ad Antonio ciò che sa. Maria dice di sì

Il mediatore esce per chiamare Antonio ed entrambi ritornano.

Il mediatore dice ad entrambi:

“Maria e Antonio, ci siamo incontrati separatamente perché volevo capire se ci fosse qualcosa di più importante e di difficile da affrontare, ma che non riuscivate a mettere a fuoco”.

Come se Maria avesse ricevuto il permesso di parlarne, pone una domanda esplicita a Antonio:

“Voglio sapere dove vivi; dunque tu stai dal tuo amico vero?”.

Antonio capisce che è arrivato il momento di affrontare il proprio tradimento.

Maria “smaschera” Antonio. Racconta tutto ciò che sa: grazie a un pedinamento professionale, alla relazione e ai filmati in suo possesso descrive anche nei minimi dettagli le caratteristiche della donna con cui vive Antonio.

Antonio non reagisce, resta calmo e lascia che la tempesta emotiva della moglie si abbatta su di lui. Maria, ancora più esasperata e impotente lo insulta, lo aggredisce verbalmente:

“Sei senza palle!”.

Lo accusa:

“Hai rovinato una famiglia per questa poco di buono!”.

Maria, soddisfatta della sua scoperta e dell’averne parlato davanti ad Antonio sembra essersi presa una rivincita, ma la reazione di Antonio la lascia disarmata.

Antonio appare distante, isolato, anche con le prove schiaccianti sul tavolo (il DVD e il dossier dell’agenzia investigativa che Maria ha portato con sé). Continua a mantenere un atteggiamento solidamente estraniato, dimostra freddezza, distacco. Appare impassibile a tutto.

La donna è sempre più frustrata, arrabbiata, alza la voce.

La rabbia di Maria si alimenta alla luce della reazione di Antonio, che non dà segni di pentimento o di costernazione. Maria si sente presa in giro e, dopo tutto lo sfogo emotivo, si sente quasi ridicola davanti all’indifferenza di Antonio.

Il mediatore chiede ad entrambi:

Che effetto può avere per ciascuno di voi questa informazione, adesso che è condivisa?”.

Come se entrambi tornassero alla realtà …

Antonio afferma:

“Credo che questo accordo possa essere mantenuto, dopotutto sto tenendo la legna fuori dal bosco e continuerò a garantire economicamente la mia famiglia”.

Maria, che riconosce la propria frase e si rende conto delle implicazioni delle regole dettate nell’accordo, comincia a rivedere l’accordo e a fare ulteriori precisazioni.

Le sue richieste sono:

  • intestare la casa ai figli per paura che l’amante del marito si impossessi della loro abitazione;
  • che l’amante del marito per due anni non veda i suoi figli. Nel caso lei venisse a sapere il contrario la denuncerebbe;
  • termineranno l’accordo e lei lo firmerà solo nel momento in cui lui avrà trovato casa e potrà tenere con sé i figli.

Il mediatore lascia che Maria finisca di parlare. Prima l’ascolta attentamente dimostrandole interesse e prendendo qualche appunto su ciò che dice, poi chiede se vuole aggiungere altro nell’accordo.

Nessuno dei due l’ascolta però. Riassume ancora le richieste di Maria ma entrambi continuano a litigare e ad insultarsi. A questo punto il mediatore si schiarisce la voce e alza il tono della voce appena un poco, per farsi sentire, e chiede:

“Volete che aggiunga altro nell’accordo?”.

Maria si azzittisce all’istante e Antonio lo guarda in tono interrogativo. Il mediatore riassume le richieste di Maria:

“Intestare la casa ai figli, che i figli non conoscano subito i compagni dei genitori ma che si aspetti due anni, che è urgente che Antonio trovi un’abitazione in grado di ospitare i figli. Ci sono altre richieste?”.

Il percorso negoziale riprende

Il mediatore pone a entrambi una serie di domande per chiarire i bisogni di Maria e farla riflettere sulle sue richieste. Chiede ad Antonio di esprimere le proprie.

Spinge la coppia a considerare una per una le richieste emerse

Fornisce loro informazioni tecniche, come l’esistenza della proprietà piena e della nuda proprietà di un bene, in che cosa differiscano, e che cosa sia l’usufrutto.

“Queste sono informazioni che il notaio potrebbe darvi nei dettagli”,

chiarisce il mediatore.

Consiglia quindi di vedere se vicino a dove abitano c’è un notaio che li possa aiutare.

Eliminato il conflitto relativamente importante ma concreto, la coppia torna al conflitto reale: il tradimento e ciò che a esso è legato, ovvero il passato della coppia coniugale.

Antonio che durante la seduta ben poco aveva parlato, esplode di rabbia rispetto alla seconda pretesa della moglie:

“Basta decidere per la mia vita!”

e aggiunge,

“Faccio quello che voglio. Hai capito? Non rompermi le scatole”.

Vedendo la prima reazione di Antonio, dall’inizio della seduta, Maria mette in atto una strategia d’attacco e gli ordina di andare a casa a prendere i suoi vestiti entro sera:

“Devi soffrire! Devi soffrire come io e i bambini stiamo soffrendo. Hai rovinato la tua famiglia per una poco di buono! Vergognati!”.

La dinamica di coppia è chiara

Maria dà gli ordini e Antonio deve obbedire. Antonio che era sembrato in difficoltà, lentamente sembra cambiare atteggiamento, avendo ritrovato la consueta dinamica.

Il mediatore chiede:

“Potendo decidere tu, Antonio, che cosa vorresti?”

Antonio precisa che se Maria non firmerà l’accordo fino a quando lui non troverà un luogo adatto per ospitare i figli, per lui sta bene.

Sollevato dal fatto che la moglie sia venuta a conoscenza della realtà dei fatti, si alza e fa cenno d’andarsene. Antonio acquista potere nella trattativa: è lui che sembra avere in mano il gioco.

Il mediatore rimette in equilibrio la coppia chiedendo:

“Quando possiamo fissare il prossimo appuntamento?”

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