“Ha deciso che non vuole più vedermi e mi ha tagliato completamente fuori dalla sua vita”
È difficile individuare il numero esatto di siti web dedicati all’estraniamento familiare, ma le ricerche suggeriscono che ci siano centinaia di migliaia, se non milioni, le pagine correlate all’argomento in tutto il mondo occidentale. Molti siti si concentrano specificamente sull’estraniamento tra figli e genitori.
Il fenomeno è esteso e diffuso
Negli Stati Uniti, nel 2023, è risultato che sono più i padri delle madri ad attuare e a essere vittima di allontanamenti, che le persone LGBTQ+ avevano significativamente più probabilità, rispetto agli adulti eterosessuali, di allontanarsi dal padre, mentre l’orientamento sessuale non incideva sulla probabilità di allontanamento da e della madre.
L’allontanamento da e dei padri, negli Stati Uniti, è più comune dell’allontanamento da e delle madri: ad esempio, il 26% degli adulti è coinvolto in un estraniamento paterno, rispetto al 6% del materno (Reczek R., Parent-Adult Child Estrangement in the United States by Gender, Race/ethnicity, and Sexuality. Journal of Marriage and the Family, pp. 494–517, 85-2, April 2023).
Uno studio condotto su adulti statunitensi ha rilevato che il 27% ha riferito di aver interrotto i contatti con un familiare e il 10% ha riferito di aver interrotto i contatti con un genitore o un figlio (Pillemer KP., Fault Lines: Fractured Families and How to Mend Them, Hodder & Stoughton, 2021).
In Europa, le ricerche suggeriscono che almeno una famiglia britannica su cinque ne hanno sofferto, o ne stiano soffrendo (Blake L., An interview study exploring clients’ experiences of receiving therapeutic support for family estrangement in The UK. Counselling and Psychotherapy Research, pp. 105–114, 23-1, March 2023).
Un fenomeno sempre più diffuso in Italia
L’allontanamento, accade in modo diffuso e frequente anche nel nostro Paese e può durare da pochi mesi a molti anni o addirittura decenni. Sta emergendo come una “strage silenziosa” delle relazioni, spesso nascosta da un tabù sociale e legata sia all’evoluzione dei modelli familiari, sia all’aumento dei conflitti relazionali (Managò M., “Family estrangement”: quando la società non protegge le sue cellule costitutive, in In Terris, 28/10/2025, https://www.interris.it/in-evidenza/family-estrangement-quando-la-societa-non-protegge-le-sue-cellule-costitutive/#:~:text=%E2%80%9CFamily%20estrangement%E2%80%9D:%20quando%20la,protegge%20le%20sue%20cellule%20costitutive ).
Da uno studio dell’Istituto Superiore della Sanità, l’estraniamento in Italia si verifica non solo nell’infanzia, ma spesso tra figli adulti e genitori, con un’età media del primo estraniamento che si colloca tra i 23 e i 26 anni (Zambri F., Di Stefano V., Di Nolfi A., Vatta B., Lubbock A., Tamburlini G., Cannito M., Marzella M., Merrill Chapin E., Splendore F., Tambascia G., Volta A., Piasentin M., Scardetta P., Giusti A., 4E-PARENT Working Group, Paternity and parental leave in Italy: the parents’ perspective, in Annali dell’Istituto Superiore della Sanità, Vol. 61 No. 3, 2025, https://annali.iss.it/index.php/anna/article/view/1820#:~:text=Results.,leave%2C%20parental%20leave%2C%20active%20fatherhood ).
L’estraniamento paterno è più diffuso
Le ricerche europee e statunitensi citate, suggeriscono da un lato che l’allontanamento con il padre possa durare in media più a lungo di quello con la madre, dall’altro che gli atteggiamenti culturali influenzano la frequenza dell’allontanamento, con gli Stati Uniti che sperimentano circa il doppio degli allontanamenti genitori-figli rispetto a Israele, Germania, Inghilterra e Spagna. L’enfasi sull’individuo rispetto all’unità familiare collettiva è considerata un fattore che contribuisce all’estraniazione, nonché una giustificazione per l’estraniazione stessa.
Le cause
Nelle culture individualistiche, l’estraniante può attribuire le cause dell’estraniazione ad abusi emotivi, fisici o sessuali, ma altri possono vedere come sufficiente la mancanza di supporto emotivo o uno scontro di valori come giustificazione, oppure ancora possono incolpare l’altra persona per la propria infelicità.
Esistono, tuttavia, cause oggettive contribuenti quali:
- a) traumi passati, quali: abuso, negligenza o altre esperienze traumatiche vissute in famiglia,
- b) conflitti irrisolti, come: liti protratte, disaccordi annosi e/o lotte di potere,
- c) questioni comportamentali, come: dipendenze, problemi di salute mentale, ambienti emotivamente tossici,
- d) differenze valoriali, come: stili di vita contrastanti, questioni legate alla religione e/o alla politica.
L’estraniamento, come anticipato, non in tutti i casi dura per sempre.
Molte persone che sperimentano questo tipo di allontanamento riportano di essersi poi riconciliate, anche se ha richiesto tempo e impegno.

I programmi di Bridging
All’estero, dove il fenomeno è più accettato, non disdegnano di rivolgersi a strutture specializzate che forniscono supporto alle persone che affrontano l’estraniamento e/o offrono programmi di riavvicinamento.
Gli elementi incentivanti la riconciliazione includono:
1) cambiamenti nella situazione familiare dovuti a morte o divorzio,
2) preoccupazioni per la salute e la morte, e
3) lo sviluppo di una prospettiva più chiara sulla situazione originale attraverso il passare del tempo.
Nelle esperienze maturate in mediazione familiare, chi avvia l’allontanamento può chiedere il rispetto di regole di rapporto per mantenere un limitato contatto con la persona che considera abusante, e quindi riuscire a contenere il danno emotivo percepito, ma non è infrequente che chi avvia l’allontanamento non sia in grado emotivamente, o non sia neanche disposto, a prendere in considerazione la riconciliazione in quanto, sebbene la salute psicologica e fisica del genitore rifiutato possa peggiorare, quella dell’estraniante può al contrario migliorare grazie alla cessazione dell’abuso e/o del conflitto che li legava.
Come si sente la persona estraniata
L’estraniamento familiare attiva, nella persona estraniata, gli automatismi della risposta al dolore, perché chi l’ha sperimentato spesso lo percepisce come una perdita per la quale non era preparato ed è avvenuta del tutto inaspettatamente. Chi viene rifiutato, tuttavia, potrebbe non raggiungere la fase naturale e finale dell’accettazione della perdita, dato che la morte “sociale” della relazione viene sempre considerata come potenzialmente reversibile.
La sofferenza prolungata, insieme allo stigma percepito o reale di essere stato rifiutato da un membro della famiglia, si traduce in comportamenti di isolamento e cambiamenti comportamentali denotanti: bassa autostima, aggressività e depressione.
Il rifiuto sociale, nell’estraniamento familiare, è l’equivalente dell’ostracismo e mina quattro bisogni umani fondamentali:
a) l bisogno di appartenenza,
b) il bisogno di controllo nelle situazioni sociali,
c) il bisogno di mantenere alti livelli di autostima,
d) il bisogno dare un senso alla propria esistenza.
Tutto ciò può portare l’estraniato a sentimenti di isolamento, rabbia e ansia, e questo finirà sia con l’impattare nelle altre relazioni personali, sociali e lavorative, sia con l’influire sul benessere psico-affettivo, come già osservato.
Conclusioni
In sintesi, l’estraniamento di un genitore e/o di un parente è la scelta unilaterale di ovviare o di superare in questo modo relazioni familiari difficili, o addirittura dolorose, ansiogene e stressanti, definite da chi lo attiva come “tossiche”. Sovente, trova sostegno in terze parti che appoggiano questa scelta perché la considerano coraggiosa e non di evitamento o egoistica.
La riconciliazione e la risoluzione del conflitto sono possibili, in alcune situazioni, se viene assunta la decisione di guardare avanti e di non cercare la convalida emotiva su ciò che è accaduto in passato.
L’associazione Tracce di Luce APS ETS ha un programma di Bridging Familiare (serve a superare l’estraniamento e/o l’alienazione genitoriale), per informazioni scrivi a tdlisa@libero.it



