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Isabella Buzzi

Isabella Buzzi

Pedagogista, Dottore di ricerca in Psicologia, Mediatrice Familiare, Mediatrice Civile e Commerciale, Formatrice, Supervisore professionale, Counselor

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Finchè i suoceri non ci separino …

Ristabilita la quiete il mediatore chiede loro se vogliano aiutarsi reciprocamente nel fronteggiare i nonni.

Pone una serie di domande su aspetti molto pratici, che pur nella loro concretezza e semplicità vanno affrontati. Così facendo, non rimarranno sguarniti di soluzioni e quindi costretti a dover discutere anche con i loro rispettivi genitori qualora si presentino problemi.

“Come pensate di organizzarvi per i compleanni, il vostro e quello di Lorenzo?”

“E le feste delle vostre famiglie allargate?”

“Se ci dovesse essere un cambio di orari quando vuoi essere avvisata? Devi avvisare anche i tuoi genitori?”

“Se Lorenzo non dovesse stare bene cosa succederebbe? Rimarrebbe dal genitore presso cui si trova? È il caso di farsi aiutare dai nonni?”

“Sarà possibile eventualmente recuperare il tempo non trascorso insieme a lui?”

“E per la Comunione, la Cresima, i ponti, Natale, Pasqua, come pensate di gestirvi? Avete già un accordo oppure no?”

Le prime risposte di Samantha sono di chiusura. Ad esempio a proposito del festeggiamento del compleanno di Lorenzo dice:

“È troppo prematuro per pensarci, come facciamo a saperlo ora? Di sicuro non possiamo stare insieme … i miei lo odiano”.

Il mediatore risponde con un invito che supera la resistenza iniziale:

“Pensateci. Conviene a voi pensare a queste cose, non a un estraneo, vero?”

La domanda coglie Samantha nel suo desiderio di coerenza, dopo aver dichiarato che le scelte riguardanti Lorenzo dovevano essere prese solo da lei e Franco.

Quindi il mediatore, per non porre troppa pressione su Samantha allarga il centro dell’attenzione:

“Pensateci per essere sereni voi, così che lo sia anche Lorenzo”.

Al di là delle soluzioni concrete che questa coppia ha pensato per sé, ciò che più va sottolineata è l’importanza di portare alla luce il disagio relazionale sottostante al conflitto e poi pensare a un futuro migliore, più sereno. 

Il futuro può essere pianificato e realizzato. Nel futuro c’è la speranza, anche quando sembra lontano. Si possono considerare una serie di variabili, situazioni ed evenienze da affrontate in modo diverso.

La tecnica del “e se accadesse che … diventa fondamentale nel momento in cui Samantha e Franco, oltre a rispondere a se stessi, devono rispondere ai propri genitori e al contesto familiare.

La presenza dei nonni ha complicato la vita relazionale della coppia anche durante il matrimonio e nel contempo ha sostenuto entrambi. È difficile, per Franco e Samantha, contenere i desideri e i consigli dei propri genitori per avere spazio a sufficienza per gestire il proprio ruolo di genitori senza interferenze.

Il mediatore riesce a calmare i loro animi, nel momento in cui questi si stanno riaccendendo a causa delle pressioni esercitate dai nonni. Dice loro:

“Nella vostra storia ci sono stati molti segni di disagio, eppure c’è anche un segno bellissimo che è Lorenzo e voi siete qui per lui. Se la vostra separazione funziona, Lorenzo potrà essere sereno e fare solo il bambino, senza doversi preoccupare per cose più grandi di lui”.

Spostare l’attenzione sui figli, frutto concreto della relazione che pure si sta sciogliendo, è estremamente efficace per ricreare la collaborazione tra Samantha e Franco nel momento in cui questa sembrava essere persa a causa della loro lotta di ruolo con le famiglie d’origine.

Ci si concentra poi sull’estate, in quanto il mediatore ricorda che è ormai alle porte:

“Cosa succede a Lorenzo questa estate?”

Samantha vuole che il tempo delle vacanze sia distribuito in uguale misura. Franco invece chiede di trascorre un intero mese con Lorenzo, suscitando le reazioni negative di Samantha. Ritiene che tutto quel tempo lontano della mamma per un bambino così piccolo sia troppo.

Per aiutare Franco a comprendere il significato e le implicazioni di questa sua richiesta, il mediatore sceglie di utilizzare la tecnica dell’inversione di ruolo.

Ribalta la prospettiva da cui guardare alle cose e chiede a Franco:

“Se Lorenzo stesse tutto il mese con Samantha, al di là della grande nostalgia che potrebbe avere lui di te Franco, non ne sentiresti anche tu la mancanza?”.

Franco ammette che non riuscirebbe a stare un mese intero senza Lorenzo, ma ricorda a Samantha che vuole recuperare tempo rispetto al fatto che, dal trasferimento di Samantha, lo ha visto “pochissimo”.

Il suggerimento pratico cui la coppia viene condotta con una serie di domande, è che, potendo, sarebbe bello che i due genitori riuscissero a prendere le proprie ferie in momenti diversi. Senza sovrapporsi, così che Lorenzo possa fare il massimo possibile di vacanze insieme ai propri genitori.

Trovando il modo di collaborare rispetto ai vari spostamenti, le vacanze potranno trascorrere serene per tutti. I momenti di lontananza di Lorenzo dall’altro genitore non saranno eccessivamente lunghi.

Altre due questioni vengono successivamente sollevate: quella delle cose dimenticate in una casa o nell’altra e quella dei compiti

Rispetto alla prima questione il mediatore li aiuta, con la normalizzazione, a riconoscere che le dimenticanze di Lorenzo sono normali visti i suoi pochi anni (solo 6) e i continui movimenti da una casa all’altra.

Il mediatore chiede a entrambi:

“Come potreste fare per trovare un modo per riavere indietro giocattoli e vestiti senza coinvolgere Lorenzo, così che non si senta gravato da questa incombenza?”

“Magari dovresti dire a tuo padre di evitare di buttarmi addosso i vestiti di Lorenzo!”,

dice Franco con aria di rimprovero.

Replica Samantha sovrapponendosi con rabbia e alzando la voce:

“E tu devi smetterla di arrivare come un uragano nel giardino dei miei genitori per riprenderti la bicicletta di Lorenzo. È la sua e può tenerla dove vuole, capito?”.

È evidente come la scelta di passare attraverso Lorenzo, li avesse protetti dagli invischiamenti con i propri genitori.

Il mediatore domanda loro conferma della propria intuizione e la rabbia di colpo si placa. Decidono di gestire la cosa personalmente, senza più coinvolgere i propri genitori.

Per quanto riguarda i compiti scolastici, invece, il mediatore riassume l’opinione di Samantha rispetto alla loro assoluta priorità. Grazie a Franco emerge che sicuramente, trattandosi dei compiti di prima elementare, sapranno organizzarsi nel migliore dei modi, guardando direttamente i quaderni di Lorenzo.

Di fronte a due famiglie allargate che si separano attraverso la coppia genitoriale è comunque importante sottolineare che il compito di sviluppo è duplice: la separazione coniugale da un lato e ritrovare autonomia dalla famiglia d’origine dall’altro.

Samantha e Franco riconoscono al mediatore che ce la possono fare contando sulle proprie forze, solo se, almeno come genitori, e di fronte a Lorenzo, riconosceranno le reciproche capacità educative.

Il mediatore dovrà aiutarli dando loro la sensazione che si fida di loro e delle loro risorse, dal momento che parte del loro conflitto è stato causato dall’incapacità di fare fronte comune per arginare le pur affettuose e generose ingerenze delle famiglie d’origine.

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