Emozioni e distanze: una diversa visione nella cultura orientale
Girlie Camperio

Girlie Camperio

Mediatrice Familiare, specializzata in Supporto alla Genitorialità, Counselor

Emozioni e distanze: una diversa visione nella cultura orientale

Certe volte osservare le altre culture ci aiuta ad approfondire e analizzare le nostre trappole emotive e comportamentali. I giapponesi, per esempio, ci appaiono misteriosi quando comunicano perché ci sembra che esprimano il loro pensiero in modo indiretto.

La loro cultura e mentalità è, infatti, profondamente diversa da quella occidentale. Per questo motivo, per poter entrare in relazione con loro è fondamentale studiarli, imitarli e diventare capaci di saper interagire come loro.

Per comprendere appieno la filosofia di vita e le dinamiche psicologiche che caratterizzano la cultura giapponese, è utile capire come vengono gestite le emozioni, le relazioni e quali strategie utilizzano gli psicologi giapponesi per promuovere il benessere mentale.

I pensieri, i sentimenti e le emozioni che portiamo dentro di noi servono per raggiungere uno stato di liberazione e di maggiore evoluzione.

I giapponesi razionalizzano le loro emozioni e le incanalano in modo spirituale perché per loro spirituale significa praticare la virtù. Tendono a nascondere le emozioni sorridendo e, essendo più difficile occultare le emozioni negative nella voce, é qui che cercano gli indizi sugli stati emotivi altrui. Un aspetto che può indurre in confusione gli occidentali, abituati al fatto che voce e viso siano in corrispondenza emotiva.

I Giapponesi gestiscono il proprio mondo emotivo in base al contesto in cui si trovano. Un approccio basato sul miglioramento di sé si basa sulla resilienza. É un processo di ripresa evolutiva, di natura psicologica, psicosociale, culturale, affettiva, sociale che permette a una persona, o a un gruppo umano, di avere un nuovo sviluppo davanti a un evento traumatico.

In Giappone, le persone generalmente si comportano in modo umile e non condividono i meriti dei loro successi. Si può definire honne come il vero pensiero, quello che si vorrebbe veramente dire. La parola è formata dai kanji 本 (vero) e 音 (suono). Tatemae è l’esatto opposto: indica il comportamento che bisogna tenere in pubblico perché sarebbe sconveniente dire qualcosa in modo diretto. La parola stessa è formata dal kanji 建 (costruire) e 前 (davanti).

Non sempre quello che si pensa veramente corrisponde alle opinioni dette in pubblico. Allo stesso modo, quello che si vuole davvero fare può essere contrario a quello che la società si aspetta. Honne/Tatemae vuol dire comportarsi secondo le aspettative degli altri, rispetto al ruolo che ricopri all’interno della società, lasciando da parte il tuo modo di essere.

Non bisogna ferire i sentimenti degli altri, per cui si evita di dire in modo diretto quello che si pensa o si evita di manifestare i propri sentimenti. Per questo motivo, spesso si tiene il proprio honne nascosto a tutti, a parte alla famiglia o agli amici più intimi.

L’armonia è un concetto molto caro ai giapponesi, questa armonia deve esserci anche nei rapporti tra le persone. Se ci si comporta come richiede la società e non secondo il proprio pensiero si evitano conflitti e problemi.

La prossima settimana continueremo ad esplorare alcune delle peculiarità della cultura Giapponese con particolare riferimento alla resilienza e all’approfondimento dei vissuti emotivi.
Non perdete questo interessante appuntamento, vi aspettiamo!

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