Pandemia e piccoli atti di resilienza
Caterina Lumia

Caterina Lumia

Mediatrice Familiare

Questa particolare circostanza che ci troviamo a vivere è unica, in quanto contiene tre aspetti di eccezionalità: 1) si tratta di una crisi sanitaria globale senza precedenti e quindi nessuno ha una esperienza da mettere a frutto per poterla affrontare senza commettere anche errori: stiamo imparando a gestire la pandemia giorno per giorno; 2) esiste una minaccia reale e concreta alla salute di ognuno di noi, senza differenza di razza, ceto o età; 3) abbiamo tutti affrontato una forte sensazione di perdita. Sono venuti a mancare elementi di sicurezza, di controllo, di libertà. Si tratta di una situazione circoscritta e temporanea, ma la mancanza di una possibile pianificazione del prossimo futuro rende il senso di minaccia più acuto.

Ci preoccupiamo per la salute dei nostri cari, non solo dei più anziani, per l’educazione scolastica dei figli, per il lavoro, per la condizione economica che si affaccerà nei prossimi mesi, per il futuro.

Occorre cambiare, reagire, occorre adottare nuove strategie esistenziali già ora e affrontare fin da subito lo stress subito dal nostro sistema nervoso, endocrino e immunologico.

Ecco qualche consiglio utile.

  1. Abbiamo imparato, nel corso dell’ultimo mese, a vivere nuove distanze con i nostri cari. Continuiamo a mantenerci in contatto, se possibile, e a prenderci cura dei nostri legami. Sediamoci di fianco ai nostri figli e chiediamo loro di raccontarci come stanno vivendo questo momento, come sta influendo sulle loro amicizie. Giochiamo con i più piccoli, cuciniamo con loro, suoniamo uno strumento con loro o balliamo. Inventiamo ogni giorno un piccolo gesto per sorprendere il nostro/la nostra partner. Non viviamo la quarantena come un periodo di attesa, di sospensione, di rifiuto. “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia”. (Mahatma Gandhi)
  2. Troviamo attività da svolgere insieme e organizziamo gli spazi a disposizione. Organizziamo la nostra vita insieme in modo mindful, con la mente e il corpo presenti in quel momento. Questa può essere una buona occasione per iniziare a imparare a concentrarci sul nostro presente, per accogliere il nostro stato d’animo, avere maggior controllo del flusso dei nostri pensieri e della nostra emotività.
  3. Nei momenti in cui siamo più tesi, chiediamoci: “Che cosa mi infastidisce dell’altro e perché?”. La risposta potrebbe sorprenderci, perché capita a volte che quello che noi non sopportiamo dell’altro ci possa suggerire una nostra “difesa”. Forse quell’atteggiamento insopportabile per noi non ha nulla a che fare con l’altro ma rievoca un nostro vissuto, che torna a galla proprio in questo momento.
  4. Approfittiamo dei servizi gratuiti online messi a disposizione del nostro benessere in questo momento. Non sottovalutiamo lo stress e l’ansia cui siamo sottoposti, anche solo informarsi sui servizi a disposizione, fa sentire meno in balia degli eventi e dà sicurezza. Potremmo avere bisogno di scaricare ansia e tensioni accumulati per eccessiva inattività, come per eccessiva attività, ma in entrambi i casi parlarne può fare molto bene.
  5. Ritagliamoci del tempo per noi stessi e lasciamo tempo agli altri: solo perché si vive insieme non vuol dire dover condividere proprio tutto. È importante che ognuno possa mantenere, anche alcune delle proprie abitudini e i propri momenti privati, senza sentirsi giudicato per questo. Un momento di raccoglimento ci può aiutare a ristabilire il nostro equilibrio interiore. Riscopriamo che possiamo darci dei ritmi da seguire senza sentirceli imposti, che possiamo gestire obiettivi concreti e realizzabili e che così è possibile ricostruire una certa fiducia nel futuro.

E, cosa più importante, continuiamo a comunicare… con qualsiasi mezzo, anche on-line. Se non ce la sentiamo di parlare della situazione, perché facciamo fatica a gestire le nostre emozioni, è legittimo ma occorre dirlo a chi è preoccupato per noi. Se abbiamo bisogno di parlare del nostro vissuto per rassicurarci/sfogarci/sentirci meno soli, mettiamoci in contatto con chi pensiamo che sarà in grado di ascoltarci. E poi, mettiamoci in ascolto di quello che ci viene detto, anche ad un livello più profondo.

Troviamo un compromesso, dove non è possibile trovare accordi, ma non smettiamo mai di coltivare le nostre relazioni. Ogni giorno è una occasione per dimostrarci resilienti.

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