MINDFULNESS AL GIORNO D’OGGI

MINDFULNESS: TUTTI NE PARLANO, POCHI SI SPIEGANO

Caterina Lumia

Caterina Lumia

Mediatrice Familiare - Dottoressa in Psicologia

Intervista al dott. Manini, giovane psicologo che si appassiona alla Pratica Mindfulness durante gli studi universitari e decide di conseguire il Master che lo abilita come MBSR teacher training. Oggi, progetta interventi basati sulla mindfulness sia per gruppi, che per percorsi individuali in realtà cliniche e aziendali.

Ciao Riccardo, innanzitutto grazie per essere qui con noi. Ci potresti spiegare che cos’è la mindfulness e come mai oggi se ne sente così tanto parlare?

Ciao a tutti e grazie di avermi invitato a questa intervista! Rispondere a parole a questa domanda è molto complicato, quindi posso proporti qualcosa di pratico? Ora prova per 1 minuto ad ascoltare il tuo respiro così come si presenta, senza interferire, e cercando, ogni volta che perdi l’attenzione di riportarla al compito che ci siamo dati, quello dell’osservare il respiro.

Vedi, per capire realmente che cosa sia la mindfulness, è essenziale praticarla perché la parola mindfulness si riferisce prima di tutto ad un’esperienza. Chi, però, si avvicina alla mindfulness per la prima volta o non ne ha mai sentito parlare, dovrebbe immaginarsela come un modo particolare di porre l’attenzione intenzionalmente in modo consapevole e non giudicante nel momento presente.

La parola “mindfulness” corrisponde alla traduzione inglese della parola “sati”, un termine che in lingua pali si riferisce ad un fattore mentale molto vicino alla consapevolezza che si attiva nel momento presente, una qualità della coscienza che può essere coltivata e sviluppata ma che tutti possediamo già! E’ questo il bello!

Intendi dire che tutti siamo già in grado di praticare la mindfulness?

Assolutamente! C’è chi, come in ogni cosa, sarà già più predisposto verso questo atteggiamento e chi meno ma tutti abbiamo già fatto esperienza di questo atteggiamento particolare nella nostra vita. Per esempio, quella volta che abbiamo guardato un tramonto e che niente altro poteva catturare la nostra attenzione, eravamo lì con quel tramonto nel momento presente. Quando, invece stiamo guidando per andare al lavoro oppure per andare a scuola e non ci rendiamo conto della strada perché abbiamo inserito il “pilota automatico”, in quel momento non stiamo mantenendo un atteggiamento mindful e il risultato potrebbe essere, per esempio, quello di sbagliare strada.  

Va bene, quindi è come se la mindfulness ci aiutasse a disinserire il pilota automatico! La cosa inizia a farsi interessante, ma come facciamo a coltivare questo atteggiamento se per esempio non siamo delle persone molto dedite al momento presente, abbiamo sempre la testa sulle nuvole, tendiamo a giudicarci costantemente o tendiamo a rimuginare?

Ti ringrazio per la domanda, la questione che poni è molto centrale. Devi sapere che i gruppi mindfulness sono nati in una clinica degli Stati Uniti e avevano come principale obiettivo quello di ridurre lo stato di stress, da qui è nato un protocollo che si chiama MBSR, ovvero Mindfulness Based Stress Reduction. E’ un protocollo di 8 settimane, dove una volta alla settimana per 2 ore ci si trova in gruppo e attraverso degli esercizi di meditazion, sotto la guida di un istruttore certificato, si allena questo atteggiamento particolare e di portarlo poi nella propria quotidianità.

Ci sono dei risultati scientifici o qualche evidenza rispetto all’efficacia di questo intervento?

Assolutamente si, potrei citarti tantissimi studi ed esperimenti che sono stati fatti su questo tema ma non voglio annoiarti,  voglio solo dirti che gli interventi basati sulla mindfulness sono, ad oggi tra gli interventi psicologici e psicoterapici più studiati al mondo.

Ho capito ma quali sono allora i benefici che un percorso individuale o di gruppo basato sulla mindfulness può fornire?

Sono davvero tanti, a partire dal livello di cortisolo, l’ormone legato allo stress. Si attesta un miglioramento di sintomi legati all’ansia o alla depressione, al ritmo sonno-veglia, alla gestione delle proprie emozione e al dolore fisico cronico. Proprio su questo, si basano i tanti studi che hanno condotto e che continuano a condurre. Nel  frattempo sono nati  altri protocolli, come quello specifico per la depressione (MBCT) o quello legato alle dipendenze da sostanze (MBRP).

 Quindi, essendo, dei protocolli, l’intervento viene erogato sempre in modo uguale, non importa chi sia l’istruttore?

In realtà importa eccome! Mi spiego meglio: è assolutamente vero quello che dici, un protocollo, per esempio quello per la riduzione dello stress, dura sempre 8 settimane e ci sono delle attività previste per ogni seduta in gruppo, tuttavia la formazione del conduttore fa la differenza eccome, anche perché in Italia non è ben regolamentata e quindi è sempre bene verificare che l’istruttore sia certificato e abbia condotto un training specifico sulla mindfulness.

 Ti ringrazio per questa precisazione, mi sembra un punto centrale. Cosa consiglieresti ad una persona che non ha mai sentito parlare di mindfulness o che pensa che in fondo, sia soltanto una moda?

Non credo sia soltanto una moda, sicuramente è un trend importante in questo momento ma di mindfulness negli Stati Uniti si parla dalla fine degli anni 70. A chi pensa sia soltanto una moda, consiglio di sospendere il giudizio e fare una prova, spesso i percorsi o i gruppi, hanno una serata di orientamento o offrono la possibilità di conoscere il tipo di intervento senza nessun vincolo. Chi non ha mai sentito parlare o che pensa di non averne affatto bisogno consiglio di provare ad osservare la propria giornata e a quanto tempo passa ad ascoltare i propri pensieri, a fondersi con questi e ad agire anche di conseguenza a volte; a pensare al passato o al futuro constantemente, perdendosi di vista il presente. Fondamentalmente non ci sono controindicazioni alla mindfulness. Anzi, è responsabilità dell’istruttore fare un processo di “selezione” attraverso orientamento o colloqui individuali preliminari dove viene sondata la motivazione della persona alla pratica meditativa e ad accertare anche altri aspetti, ma non voglio dilungarmi. 

Bene ti ringrazio per il tuo tempo, penso che i lettori potranno sicuramente farsi un’idea di che cosa sia la mindfulness, sei stato molto chiaro.

Ti ringrazio, è stato un piacere, per saperne di più basta iscriversi ad un corso, chiedendo informazioni prima di iscriversi!

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